"Anche a proposito delle politiche sociali in atto continua Albanesi – i mondi del non profit non contano più nulla. Fino agli anni ’90 erano gli interlocutori della politica. Oggi non lo sono più perché ogni ufficio statale, centrale o periferico, ha la pletora (pagata) dei propri consulenti. "Insomma, il sociale è divenuto un ambito di risorse i cui maggiori vantaggi sono intercettati dai mediatori e non dai destinatari". Infine, "un elemento nuovo si aggiunge allo scenario. Il discredito del mondo del non profit. Una vasta corrente di pensiero oramai lotta contro i mondi del non profit in quanto sarebbero inattendibili, imbroglioni, cialtroni. Campagne orchestrate ad arte, coinvolgendo il buono e il marcio, l’attendibile e l’inattendibile. La campagna è alimentata da destra e da sinistra: da destra a vantaggio del privato profit, da sinistra per una sistemazione pubblica, rassicurante e stabile degli addetti". "Il sociale conclude – è diventato la cartina di tornasole, drammatica perché si occupa di sofferenza, del potere che si esercita comunque. I deboli sono ritornati ad essere oggetti e non soggetti. Oggetti ininfluenti nella grande politica e per quel poco che esistono, occasione di sopravvivenza per i loro addetti". Info: www.vinicioalbanesi.it