Il Papa Benedetto XVI e il Patriarca Ecumenico di Costantinpoli Bartolomeo I “sono fratelli. Io sono legato, come vescovo al Papa che mi ha nominato vescovo ma le mie radici sono quelle di Costantinopoli: questo è un fatto bellissimo, segno che non ci sono differenze e che le differenze sono state costruite da noi uomini”. Lo dice al Sir mons. Sotir Ferrara, Eparca di Piana degli Albanesi (diocesi di rito cattolico-bizantino) in Sicilia, commentando l’incontro tra Benedetto XVI e Bartolomeo I, nel corso del viaggio apostolico del pontefice in Turchia. Il papa e il patriarca – aggiunge mons. Ferrara – sono “gli epigoni del cristianesimo, l’aspetto orientale e quello occidentale”. La presenza, quindi, di Benedetto XVI alla Divina Liturgia ha rappresentato una “visione profetica di quello che sarà la Chiesa nel momento in cui le due realtà converranno a celebrare la medesima liturgia sullo stesso ed unico altare. Noi – ha concluso il presule – dobbiamo aiutarli in questo sforzo di unità con la nostra preghiera affinché le discrasie che esistono fra queste due realtà possano venire superate e celebrare la liturgia intorno ad un unico altare e lodare insieme, attraverso il sacrifcio della Divina Liturgia, il Padre che è nei cieli, lasciandoci illuminare dallo sforzo dello Spirito che tutto rasserena”.