In questo momento di grosse tensioni tra la cultura islamica e quella occidentale "una colpa dell’Occidente è nel fatto che nel rapporto con i Paesi islamici non mette in conto l’elemento religioso nel suo pieno valore, ma spesso si dimostra interessato semplicemente a commerciare e non a dialogare culturalmente". E’ quanto afferma padre Bernardo Cervellera, missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere) e direttore dell’agenzia di stampa Asianews in un’intervista in uscita sul prossimo numero di "Verona Fedele" il settimanale della diocesi scaligera. "In questa situazione dichiara il missionario – a farne le spese sono proprio i cristiani che vivono nei Paesi musulmani in quanto vengono immediatamente identificati come rappresentanti dell’Occidente". Per Cervellera "l’Europa ha fatto un buco nell’acqua pubblicando a catena le vignette, dimostrando con queste provocazioni mancanza di tatto e di buon senso. Ma soprattutto colpisce il silenzio totale dell’Europa e del Parlamento europeo nel subire queste situazioni. Se le ambasciate sono attaccate per lo meno bisogna chiedere delle spiegazioni al governo locale". Quanto sta accadendo in molti Paesi islamici ripropone il tema della libertà religiosa: "l’Europa conclude – si deve scuotere da questa apostasia silenziosa che sta vivendo. Così scoprirà che la libertà religiosa data anche ai cristiani nei Paesi musulmani è il modo migliore per fermare il fondamentalismo. Infatti anche il mondo islamico desidera conoscere un Occidente che sia religioso e quindi cristiano".” ” ” ” ” ”