Integrazione tra mondo politico e volontariato: è quello che serve per far funzionare la proposta di legge presentata da tutte le componenti femminili del Consiglio regionale sardo sul tema "Norme per l’istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittime di violenza". Questo il giudizio espresso da una delle proponenti, Mariuccia Cocco, in un servizio di Sir Regione in uscita oggi su old.agensir.it. "Il nostro auspicio continua Cocco – è che la proposta di legge sia messa in agenda in tempi brevi. Indubbiamente, c’è una maggiore sensibilità delle donne davanti a certi problemi ed è importante aver raggiunto l’unità in Consiglio, pur provenendo da esperienze culturali e politiche diverse". Per Cocco, "non si possono fare discorsi di divisione dei ruoli: i politici, la società civile, il mondo del volontariato, la Chiesa: ognuno faccia ciò che gli compete. La povertà, gli ammortizzatori sociali, l’emarginazione, sono compiti prioritari della politica; il volontariato non può sopperire su tutto, ma deve rivendicare il suo spazio facendo da stimolo affinché le istituzioni facciano il loro lavoro". Anche Mariella Spanu del Centro italiano femminile di Sassari, sottolinea "l’importanza di un vero collegamento di rete tra le Istituzioni e il mondo del volontariato, portando la donna ad aver coscienza anche del valore della denuncia, riprendendo fiducia nelle istituzioni, nei tribunali, nei servizi sociali".