Cibo, acqua potabile, vestiti, coperte, rifugi e reti per zanzare: sono queste le richieste più urgenti che vengono dagli sfollati nelle zone colpite dall’enorme frana di venerdì scorso nelle Filippine. La Caritas italiana, che da più di 30 anni sostiene le azioni della Chiesa locale con progetti rivolti prioritariamente alle fasce più deboli e dimenticate fa appello alla consueta generosità dei donatori per poter intervenire a sostegno delle iniziative di prima emergenza. Tra le zone più colpite la provincia di Leyte – assieme a quella di Samar, sempre nelle Filippine centrali – soggetta ogni anno a decine di tifoni provenienti dal Mar delle Filippine. Le conseguenze sono rese ancor più gravi dal feroce disboscamento operato nell’area nel corso degli ultimi 20 anni. “A Guinsaugan, nella città di San Bernardo a sud di Leyte, si stava celebrando la giornata delle donne hanno raccontato suor Rosanne di Caritas Filippine e padre Eufemio Gohetia, direttore della Caritas diocesana di Maasin -. C’è stata una forte scossa, immediatamente seguita da un tornado. In pochi secondi è crollata una parte della montagna e ha sepolto con tonnellate di fango l’intero villaggio, che conta 3.000 abitanti. 500 famiglie sono state evacuate dai 7 villaggi vicini. Operatori e volontari collegati alle parrocchie stanno aiutando nella consegna dei beni di prima necessità e contattano le famiglie sfollate per individuare i bisogni specifici”. La Caritas delle Filippine (Nassa – National Secretariat of Social Action) si è prontamente attivata a fianco delle Caritas diocesane colpite dal disastro e in coordinamento con la rete internazionale Caritas, per prestare i primi soccorsi. Per informazioni e offerte: www.caritasitaliana.it.