BENEDETTO XVI: FONDAZIONE GIOVANNI PAOLO II PER IL SAHEL, "L’AMORE PER IL PROSSIMO SI ESPRIMA IN GESTI CONCRETI"

Un incoraggiamento a proseguire "con determinazione" il lavoro di "fraternità cristiana", "servizio all’uomo" e che "contribuisce anche al dialogo interreligioso" tra le popolazioni del Sahel, in Africa. Sono le parole che Benedetto XVI ha rivolto oggi ai rappresentanti della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel, ricevuti in udienza in Vaticano. La Fondazione, ha ricordato il Papa, nacque "grazie alla solidarietà dei fedeli, soprattutto tedeschi", che avevano "risposto generosamente all’appello di Ouagadougou" lanciato da Giovanni Paolo II in favore dei popoli del Sahel, per rispondere ad una drammatica situazione di siccità. Da allora, ha detto Benedetto XVI, "la Fondazione si è sviluppata pienamente come un’opera di Chiesa, manifestando, attraverso numerosi progetti sostenuti e realizzati da oltre 20 anni, che l’amore nei confronti del prossimo, compito di ogni fedele ma anche dell’intera comunità ecclesiale, deve esprimersi in gesti concreti". La Fondazione, nata nel 1984 a seguito dell’appello fatto da Giovanni Paolo II nel 1980 a favore delle popolazioni sub-sahariane, è un’opera co-gestita dai vescovi del luogo ed ha come scopo quello di favorire la formazione delle persone che si mettono al servizio dei loro Paesi per lottare contro la desertificazione e soccorrere le vittime della siccità. Ha beneficiato, insieme alla Fondazione "Populorum Progressio" per l’America Latina, di consistenti aiuti anche da parte del Comitato per gli interventi caritativi nel terzo mondo della Cei.