“In questo nostro tempo in cui il Signore Gesù chiama la sua Chiesa ad annunciare con nuovo slancio il Vangelo di salvezza – ha osservato il Papa – non ci si può tuttavia dispensare dalla ricerca di nuovi approcci alla situazione storica in cui oggi vivono gli uomini e le donne, per presentare ad essi in forme efficaci l’annuncio della Buona Notizia. La Civiltà Cattolica non mancherà, pertanto, di rinnovarsi continuamente, leggendo correttamente i segni dei tempi". Oggi, ha rilevato Benedetto XVI, “va sempre più affermandosi una cultura caratterizzata dal relativismo individualista e dallo scientismo positivista; una cultura, quindi, tendenzialmente chiusa a Dio e alla sua legge morale, anche se non sempre pregiudizialmente avversa al cristianesimo. È grande, perciò, lo sforzo che i cattolici sono chiamati a compiere per sviluppare il dialogo con la cultura odierna e aprirla ai valori perenni della Trascendenza”. D’altra parte, ha sottolineato il Santo Padre, non vanno dimenticati i “tanti segni di speranza, frutto dell’azione dello Spirito nella storia”, quali “la nuova sensibilità per i valori religiosi”, “la rinnovata attenzione nei confronti della Sacra Scrittura”, “il rispetto dei diritti umani in misura ben maggiore di quanto avveniva anche in un passato recente”, “la volontà di dialogo con le altre religioni”. In particolare, “la fede in Gesù – ha concluso il Papa – può aiutare molti a cogliere il senso della vita e dell’avventura umana, offrendo loro quei punti di riferimento che spesso mancano in un mondo tanto frenetico e disorientato”.