” “”La diplomazia vaticana” non è “espressione dello Stato della Città del Vaticano”, ma è “espressione propria della Santa Sede, in quanto suprema autorità della Chiesa Cattolica”; è, insomma, “la diplomazia del Papa”. Con questa precisazione preliminare mons. Giovanni Lajolo, segretario per i rapporti della Santa Sede con gli Stati, ha aperto ieri sera al “Circolo di Roma” la propria “conversazione” sulla diplomazia vaticana. Dalla “natura ecclesiale” di tale diplomazia, ha detto, “deriva il carattere sacerdotale o episcopale dei nunzi apostolici”, la cui funzione è quella di “rendere sempre più saldi ed efficaci i vincoli di unità tra la Sede Apostolica e le Chiese particolari” e di “esercitare una legazione presso lo Stato accreditatario, promuovendo le relazioni con le autorità dello Stato e affrontando le questioni che riguardano i rapporti tra Chiesa e Stato”. “Esulano dalla diplomazia della Santa Sede” questioni come “le alleanze politiche, le strutture militari, i rapporti commerciali e finanziari, la promozione turistica” ha rimarcato ancora mons. Lajolo, sottolineando che oggi 174 Paesi intrattengono piene relazioni diplomatiche con il Vaticano, ai quali va aggiunto il Sovrano militare ordine di Malta. La Federazione russa e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina vi sono inoltre rappresentate da missioni speciali. “L’attenzione prioritaria delle rappresentanze pontificie nei diversi Paesi riguarda anzitutto lo status della Chiesa Cattolica” e “in particolare, il suo stato giuridico nell’ambito dell’ordinamento dello Stato” ha rammentato mons. Lajolo, richiamando “l’attività pattizia, cioè dei concordati e in genere degli accordi tra Chiesa e Stato”.” “