"Lontano dall’orizzonte dei valori cristiani, la famiglia è vista come oggetto da frazionare all’eccesso, per moltiplicarne la diversificazione dei beni considerati indispensabili e, quindi, poter vendere di più": lo ha detto Alessandro Lombardi, docente di discipline economiche, in un incontro sul rapporto mercato e famiglia, promosso, ieri, nel palazzo del Vicariato a Roma, nell’ambito del percorso triennale di Viam Scire, il Progetto culturale della diocesi romana. "Molteplici sono i fattori che distruggono l’istituzione familiare – ha sottolineato, nel corso dell’incontro, Lucetta Scaraffia, docente dell’Università Lateranense -: dalla spinta all’autorealizzazione come bene assoluto alla difficoltà di prendere una decisione definitiva. Più facilmente i legami familiari sono intesi proprio come limitazione della libertà personale"."Tuttavia ha ripreso la docente permane l’aspirazione a formarsi una famiglia, aspirazione da sostenere in mezzo a tanti elementi che la contrastano". "La rassegnazione è il rischio maggiore di fronte al quale non bisogna piegarsi", ha osservato mons. Luigi Moretti, viceregente della diocesi di Roma. "Per ridare speranza – ha aggiunto – occorre fare la fatica di riproporre la famiglia come valore positivo per cui vale la pena vivere e lottare. È necessario farsi carico delle difficoltà. Anzi, in coincidenza di questi anni del percorso del Progetto Culturale, sono nate nelle parrocchie delle associazioni di famiglie che intendono aiutarsi reciprocamente".