CARCERE: A CIVITAVECCHIA DETENUTI IN SCENA PER "UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA DI SÉ"

Teatro in carcere anche nella Casa di Reclusione di Civitavecchia, dove il 17 febbraio (ore 11.00) andrà in scena una rappresentazione teatrale tenuta dai detenuti che hanno preso parte alle attività di formazione permanente previste dal progetto promosso dall’Upter (Università popolare di Roma) in collaborazione con il Gisca (Gruppo italiano scuola carceraria) e finanziato dalla Provincia di Roma. Gli stessi detenuti sono i protagonisti – e a volte anche autori – dello spettacolo, che è frutto del laboratorio teatrale diretto da Aldo Colindri nel periodo ottobre-dicembre 2005. "Attraverso le metodologie e le tecniche teatrali impartite – spiegano gli organizzatori – quali l’arte della parola, della mimica, dell’improvvisazione, della simulazione, il detenuto ha avuto la preziosa possibilità di conoscere meglio il suo corpo, di scoprirne i limiti, di far emergere paure e timidezze personali; è stato in grado di raggiungere una nuova consapevolezza del proprio sé tramite la tecnica e l’esercizio teatrale svolto". Lo spettacolo prevede un testo scritto da uno dei detenuti che hanno partecipato al laboratorio (una riflessione ironica ed autoironica su alcuni momenti della vita carceraria), una rielaborazione di testi radiofonici comico-brillanti degli anni ’70, la rivisitazione di un testo di avanspettacolo degli anni ’60. Negli intervalli, tra una scena e l’altra, gli attori reciteranno poesie e sonetti di Trilussa e Totò, monologhi tratti da Pirandello e interpreteranno brevi pantomime. L’Upter è attiva dal 1987 con centinaia di iniziative di educazione popolare. Il Gisca è un’associazione culturale impegnata nell’istruzione e formazione all’interno del sistema penitenziario.