Oggi nell’Unione europea “il 9% della popolazione è esposta a rischio persistente di povertà” e anche in Svizzera, “considerata uno dei paesi più ricchi del mondo”, si conta “ormai quasi un milione di poveri”; categoria nella quale, secondo l’Unicef, rientra addirittura il 7% dei bambini elvetici. A delineare l’inquietante scenario è Mario Galgano, portavoce della Conferenza episcopale svizzera, in una nota che apre il numero di SIR Europa da stasera on line. Nella Confederazione elvetica, rende noto una recente indagine di Caritas-Svizzera, le famiglie “povere”, il cui reddito cioè è inferiore alla metà del reddito medio nazionale, “sono circa un settimo della popolazione”. Ma non solo famiglie numerose o monoreddito, disoccupati o anziani: di questo gruppo, sottolinea Galgano, fa parte anche “il 6,7% degli occupati”, i cosiddetti “working poor”. Più in generale, per il portavoce di vescovi svizzeri “nel ricco continente europeo” ancora “troppi cittadini vivono in condizioni di povertà”, e fenomeni nuovi “come la povertà dei bambini e degli occupati, meritano di essere affrontati prontamente e con efficacia”. Di qui, per Galgano, il compito della Chiesa, “chiamata non solo a dare una risposta, ma anche a sostenere, con tutti i mezzi possibili, le persone in disagio”. In questo numero di SIR Europa, anche la “voce” dei vescovi del continente sulle vignette satiriche, e un servizio sui “roots” (radici), un team di laici che nel Regno Unito si impegna a contattare chi si è allontanato dalla parrocchia.