DON ANDREA SANTORO: CARD. SEPE, "MISSIONARIO CON LA SUA SEMPLICE PRESENZA ORANTE"

” “"Don Andrea non era certo uno sprovveduto o un imprudente: aveva studiato a fondo e conosceva bene la cultura e l’ambiente in cui aveva scelto di vivere, sapeva che non era da escludere anche un gesto estremo come quello che lo ha stroncato. Amava profondamente Dio e amava con la stessa intensità tutti i fratelli che il Signore aveva posto sul suo cammino". Con queste parole, riprese oggi dall’agenzia Fides, il card. Crescenzio Sepe, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, ha ricordato il sacerdote romano ucciso il 5 febbraio in Turchia, che aveva come suo "programma di vita" il versetto biblico: "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto". "Don Andrea è partito per la Turchia non per fare proselitismo, per contrapporsi alla realtà in cui viveva, per cambiare la società con l’imposizione – ha aggiunto il porporato –: è stato missionario con la sua semplice presenza, orante e attenta alle povertà materiali e spirituali che lo circondavano, tutto preso dall’amore di Dio e delle persone che aveva accanto". E ha concluso: "La possibilità di sacrificare la propria vita alla causa del Vangelo è parte del bagaglio di ogni missionario. La morte violenta non è un incidente di percorso, ma l’offerta suprema, ultima e totale, della propria esistenza che il missionario pone nelle mani del Signore, con consapevolezza e con amore, sapendo che il sangue versato non sarà sterile, ma si trasformerà invece in alimento e fonte di vita per la comunità locale e per l’intera Chiesa".” “