PELLEGRINAGGIO: CARD. RUINI, COME DON ANDREA SANTORO, "RICONOSCERE LA PRESENZA DI CRISTO”

L’icona dei discepoli sulla strada di Emmaus "non è lontana da quanto anche oggi viviamo in ogni pellegrinaggio. Parliamo di nostri progetti e dei nostri desideri; a volte siamo delusi per l’andamento delle cose che vorremmo cambiassero. E’ necessario in questi momenti riconoscere la presenza di Cristo nel nostro cammino e nella nostra vita. La forza di don Andrea Santoro è che lui questa presenza l’aveva sempre con sé". Lo ha affermato il card. Camillo Ruini, presidente dell’Orp, durante il XIV Convegno nazionale dell’Opera romana pellegrinaggi, "Linguaggio e linguaggi del pellegrinaggio", in corso a Roma (fino all’11 febbraio). In apertura del convegno l’amministratore delegato dell’Orp, mons. Liberio Andreatta, ha ricordato a sua volta "la testimonianza evangelica e il servizio di assistente spirituale" del sacerdote ucciso in Turchia che, come rappresentante dell’Opera romana pellegrinaggi, curava "l’accoglienza di numerosi pellegrinaggi diretti in Cappadocia e in Anatolia". Nell’occasione l’Orp ha anche diffuso un testo del luglio 2001, preparato da don Andrea in vista di un’iniziativa di pellegrinaggio nelle Chiese dell’ Asia Minore. Ne testo, intitolato "Arrivederci in Turchia, dove se Dio vuole, sarò ad accogliervi" il sacerdote scriveva: "Il mondo ha bisogno più di pellegrini che di turisti, più di uomini aperti ad altri uomini che di curiosi armati di denaro e macchina fotografica. Questo mondo orientale, in particolare, ha bisogno di gente che venga con un’anima piena… Ha bisogno che si allaccino fili di dialogo, di conoscenza, di stima reciproca e riconciliazione".