Secondo il commissario all’occupazione pidla, che ha reso noti i risultati dell’indagine sulle migrazioni professionali dall’Est all’Ovest del continente dopo l’allargamento Ue (1° maggio 2004), "la libera circolazione dei lavoratori è una delle quattro libertà fondamentali dell’Europa comunitaria. Questa relazione mostra chiaramente che essa non ha turbato il mercato del lavoro della Ue a 15", mentre "l’Europa nel suo insieme ne ha beneficiato". Nel comunicato che accompagna la ricerca si specifica che "secondo il Trattato di adesione, firmato il 16 aprile 2003, gli Stati membri devono decidere entro il 30 aprile 2006 se togliere alla libera circolazione dei lavoratori nell’Ue le restrizioni nazionali introdotte nel maggio 2004 dai vecchi Stati membri" per i lavoratori degli otto paesi dell’Europa centrale e orientale. A tali restrizioni "hanno già rinunciato Regno Unito, Irlanda e Svezia" e anche la Spagna sarebbe intenzionata a procedere nella stessa direzione. "Restrizioni in uscita" sono invece previste in Ungheria, Polonia e Slovenia. La relazione della Commissione dovrà ora essere presa in considerazione nel corso del summit dei capi di Stato e di governo, fissato per fine marzo.