DON ANDREA SANTORO: DON MONGE (DOMENICANO DI ISTANBUL), L’OMICIDIO “FORSE LEGATO AD ALTRE MOTIVAZIONI”. CAMERA ARDENTE NELLA PARROCCHIA ROMANA

In Turchia “non c’è escalation di violenza: quel tragico gesto credo rimarrà isolato, ed è forse legato ad altre motivazioni, piuttosto che all’odio religioso”. E’ l’opinione di don Claudio Monge, dei domenicani di Istanbul, in merito all’uccisione di don Andrea Santoro. “Conoscevamo don Andrea e apprezzavamo il suo impegno pastorale – ha detto don Monge all’agenzia Fides -, ma vogliamo dire che attualmente non abbiamo motivi particolari per dire che nel Paese le cose stiano cambiando sul piano dei rapporti islamo-cristiani”. A preoccupare il domenicano è piuttosto “la chiave di lettura offerta dai massmedia occidentali, che quasi sempre ragiona nella logica della violenza e della contrapposizione”. “Dobbiamo cercare – conclude don Monge – di sfuggire alle interpretazioni ideologiche, che sono molto pericolose per l’opinione pubblica”. Intanto questa mattina è giunta a Roma, a bordo di un C130, la salma di don Andrea, alla quale il card. Camillo Ruini ha impartito la benedizione. Domani mattina verrà allestita la camera ardente nella parrocchia romana dei Ss. Fabiano e Venanzio, guidata dal sacerdote prima della sua partenza per la Turchia, mentre le solenni esequie funebri saranno presiedute dallo stesso cardinale Ruini nella basilica di San Giovanni in Laterano, venerdì 10 febbraio, alle ore 10. Anche la Chiesa turca renderà omaggio a don Andrea: il 9 febbraio, a conclusione dell’assemblea dei vescovi, mons. Antonio Lucibello, nunzio apostolico ad Ankara, presiederà nella cattedrale di Santo Spirito ad Istanbul una messa in memoria del sacerdote cui prenderanno parte leader musulmani e rappresentanti delle comunità religiose del Paese.