Uno strumento di cooperazione economica, ma anche di "dialogo fra le Regioni che si affacciano sul mare" e "di integrazione dei Paesi dei Balcani nello spazio europeo". Con questi obiettivi debutta oggi a Venezia (con una giornata di studi a palazzo Cavalli Franchetti) l’Euroregione dell’Adriatico, "una sorta di consorzio" tra Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia e Montenegro, Albania, Grecia e Italia. L’iniziativa vede il Consiglio d’Europa nel ruolo di promotore, con il suo Congresso dei poteri locali e regionali. I Paesi, che hanno aderito al progetto e che "in passato hanno avuto seri problemi di vicinato, diventano ora chiarisce una nota del CdE – partner di una società che ha come capitale il mare Adriatico e che, oltre a migliorare le rispettive condizioni economiche, li farà dialogare, dissolvendo le tensioni e creando una maggiore stabilità politica e un’evoluzione democratica". Il presidente del Congresso dei poteri locali, Giovanni Di Stasi, ha affermato: "Non è facile concludere accordi a livello nazionale neppure nei rapporti bilaterali, figuriamoci quando si tratta di mettere d’accordo sette Stati dalla cultura e le problematiche diverse". "Sotterrate la rivalità", queste nazioni "si sono dedicate con convinzione allo sviluppo del progetto, che incontra non solo il sostegno di tutte le Regioni bagnate dall’Adriatico, ma anche dell’Unione europea". Cinque i settori di cooperazione individuati: trasporti e infrastrutture, cultura e turismo, agricoltura, ambiente e pesca.