PRETE ROMANO UCCISO IN TURCHIA: PAPA, "IL SUO SANGUE VERSATO DIVENTI SEME DI SPERANZA", "DEPLORAZIONE PER OGNI FORMA DI VIOLENZA"

Un "coraggioso testimone del Vangelo della carità", il cui "sangue versato" deve diventare "seme di speranza" per dire ancora una volta no ad "ogni forma di violenza". Sono i sentimenti espressi oggi dal Papa riguardo alla morte di don Andrea Santoro, ucciso ieri a Trabzon (Turchia) "mentre era raccolto in preghiera". Il Santo Padre ha inviato oggi due telegrammi di cordoglio, rispettivamente al card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma (da cui proveniva don Andrea) e a mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia. "Profondamente colpito dalla tragica scomparsa di don Andrea Santoro", nel telegramma inviato al card. Ruini il Papa assicura la sua "sentita partecipazione al dolore dell’intera Chiesa di Roma per la grave perdita di così stimato e zelante sacerdote fidei donum". "Mentre auspico che il suo sangue versato diventi seme di speranza per costruire un’autentica fraternità tra i popoli elevo fervide preghiere di suffragio per il coraggioso testimone del Vangelo della carità", prosegue il Santo Padre, impartendo la benedizione apostolica "ai familiari", e in particolare "all’anziana mamma tanto provata e a quanti ne piangono la violenta dipartita". Nel telegramma inviato al vicario apostolico dell’Anatolia, mons. Luigi Padovese, Benedetto XVI esprime la sua "particolare vicinanza" alla comunità cristiana turca, "riaffermando – scrive – la mia ferma deplorazione per ogni forma di violenza". A proposito della "tragica morte" di don Andrea, il Santo Padre ricorda inoltre la sua attività di missionario "fidei donum" della diocesi di Roma, svolta in Turchia "con generosità e zelo apostolico il ministero in favore del Vangelo e a servizio delle persone bisognose ed emarginate".