Altro elemento introdotto da Aroldi per capire quanto sta avvenendo per le vignette satiriche su Maometto è il “processo comunicativo” che si è innescato dopo la pubblicazione delle vignette. ” È interessante notare – afferma – come un giornale danese, noto fino ad oggi solo in patria, sia riuscito a raggiungere milioni di persone in tutto il mondo. La diffusione di Internet impone la ricerca di codici e linguaggi rispettosi delle varie sensibilità. Ciò non significa limitare la libertà di espressione o di opinione”. “Credo che la sensibilità islamica non sia stata toccata tanto dalla caricatura dei tratti del profeta quanto dalla satira fatta sulla personalità religiosa del profeta. La domanda allora è: è lecito fare satira su una personalità religiosa? In questo caso siamo di fronte ad un esercizio di libertà di pensiero che utilizza la forma della satira piuttosto che quella di un articolo di fondo. Altra cosa è invece usare un simbolo o una personalità religiosa a fini pubblicitari, per trarne un guadagno economico”.