"Possiamo amare Dio, che non è rimasto in una distanza irraggiungibile, ma è entrato ed entra nella nostra vita" e "se siamo amici di Dio" possiamo amare anche il prossimo, "che ci è estraneo o addirittura antipatico". Lo afferma Benedetto XVI nella presentazione di "Deus caritas est", scritta per i lettori di Famiglia Cristiana che domani uscirà con il testo dell’enciclica allegato al numero di Famiglia Cristiana. Il Papa scrive che se "la amicizia con Dio diventerà, a poco a poco, per noi importante e incisiva, allora cominceremo a voler bene a coloro ai quali lui vuole bene e che hanno bisogno del mio aiuto. Egli vuole che noi diventiamo amici dei suoi amici e noi lo possiamo se gli siamo interiormente vicini". Il Papa ricorda anche che "la promessa più profonda dell’eros può maturare solo quando non cerchiamo di afferrare la felicità repentina. Al contrario troviamo insieme la pazienza di scoprire sempre più l’altro nel profondo, nella totalità di corpo e anima, di modo che da ultimo la felicità dell’altro diventi più importante della mia". La nota di Benedetto XVI è salutato dall’editoriale del direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino. "Il testo del Pontefice scrive Sciortino – oltre a guidarci direttamente nella lettura dell’enciclica, è anche una risposta ai tanti commenti – talora frettolosi o fuorvianti – usciti all’indomani della presentazione. E ci mostra la preoccupazione pastorale di Benedetto XVI di aiutarci nella comprensione della bellezza del messaggio cristiano: Dio è Amore".