Nelle parti finali del Rapporto Eurispes si sottolineano alcuni fattori che potrebbero risultare potenzialmente positivi per uno slancio del Paese. La sanità, ad esempio, con i suoi 660mila dipendenti e migliaia di strutture, "potrebbe porsi come punto di riferimento per l’intero bacino del Mediterraneo". Le donne, vere "acrobate" sociali tra famiglia, lavoro, maternità, dovrebbero poter partecipare maggiormente all’attività produttiva come nei Paesi del nord Europa, dove non rinunciano ad avere figli e usufruiscono di contratti più elastici. Sul piano sociale "l’Italia raccomandata" è deprecata dal 72,5% dei giovani che non riescono a trovare lavoro, ma poi nel complesso "emerge una sorta di rassegnazione verso l’uso delle raccomandazioni" (il 67,4% dice che è l’unico modo per farsi avanti nel lavoro). Il ricorso a psicologi e psichiatri, inoltre, fa dire all’Eurispes che viviamo in "una società altamente stressata". Sarebbero circa 2,7 milioni gli italiani che ogni anno siedono sul lettino di uno psicologo per avere aiuto.