” “Denatalità, "incertezza del futuro", "desiderio di sicurezza" che "può trasformarsi in un atteggiamento di chiusura verso tutto ciò che si percepisce come estraneo e non in sintonia con la propria cultura ed esperienza". Sono alcuni "motivi di preoccupazione" denunciati da mons. Benito Cocchi, arcivescovo di Modena-Nonatola, in una "Lettera alla città" presentata oggi alla stampa. In politica, ammonisce il presule, "occorre riscoprire la dimensione della gratuità", in modo che "non sia il profitto personale l’unico parametro che guida ed orienta le nostre scelte". "Divenire ed esser persone mature, quindi anche cittadini responsabili è l’ammonimento di mons. Cocchi significa vivere quella dimensione di relazione che è costitutiva dell’essere umano, in una prospettiva di dono incondizionato". Di qui l’appello ad una "reciproca accoglienza" che "coinvolga tutti, modenesi storici e modenesi di recente presenza", prendendo esempio"dai bambini e dai ragazzi di diversa provenienza e formazione, che, senza difficoltà, nella quotidiana condivisione di vita nella scuola, lasciano intravedere la comunità modenese del futuro". "Riscoprire sia all’interno delle nostre famiglie, sia nei luoghi di lavoro, l’arte di vivere insieme, la capacità di intessere relazioni aperte ad una vera e genuina amicizia è dunque la proposta del vescovo di Modena dove non è l’interesse o il proprio beneficio a guidarci nella nostra azione, ma il bene comune, il bene anche dell’altro. ” “