VITA CONSACRATA: GIUSEPPINI DEL MARELLO, AL CAPITOLO MONDIALE PER LA PRIMA VOLTA I RELIGIOSI COI LAICI

"Per la prima volta nella storia della nostra congregazione, partecipano ai lavori del capitolo generale come ‘uditori’ alcuni laici, in rappresentanza delle numerose associazioni laicali che si ispirano al carisma giuseppino in ogni parte del mondo. Ci sono anche due suore ‘Oblate di San Giuseppe’ del ramo femminile del nostro istituto, nato da poco": lo ha detto al Sir p. Lino Mela, superiore generale uscente degli Oblati di S. Giuseppe, interpellato sui lavori del capitolo aperti da lunedì (fino al 18 febbraio) nell’appena rinnovato Centro di spiritualità "Getsemani" di Paestum (Salerno), fondato 40 anni fa da Luigi Gedda. "Vorrei sottolineare l’importanza di questo luogo, non solo per le sue origini, ma anche per il fatto che nel sud Italia è la più grande casa di esercizi spirituali". "In questi giorni i 46 capitolari provenienti dai quattro continenti dove siamo presenti, – prosegue il superiore generale – insieme ai laici e alle religiose sono impegnati in un corso di esercizi spirituali. Sabato 28 verrà a incontrarci mons. Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per la vita consacrata. Gli Oblati di San Giuseppe furono fondati ad Asti il 14 marzo 1878 dal sacerdote diocesano don Giuseppe Marello e nel mondo sono quasi 500, nei seguenti paesi: Polonia, Italia, Romania, Filippine, India, Nigeria, Usa, Messico, Perù, Bolivia e Brasile. I laici giuseppini sono alcune migliaia. L’incontro si tiene a pochi giorni dalla giornata per la vita consacrata che si celebra il 2 febbraio.