ENCICLICA: IN OGNI TEMPO E LUOGO LA CHIESA È CHIAMATA ALLA "DIACONIA" DELLA CARITÀ (4)

La seconda parte dell’Enciclica di Benedetto XVI è tutta dedicata "all’esercizio dell’amore da parte della Chiesa quale comunità di amore", vale a dire alle opere di carità, assistenza e promozione umana messe in atto in ogni parte del mondo da diocesi, parrocchie, associazioni, congregazioni, missionari, volontariato. Il Papa ricorda che questa azione di "diaconia" (carità) fa parte dei "tre compiti" che la Chiesa deve assolvere inscindibilmente: annuncio, celebrazione e, appunto, carità. Sin dai primi secoli, la comunità cristiana ha sviluppato questi servizi e nei tempi più recenti è sorta la "dottrina sociale della Chiesa" per venire incontro ai grandi problemi sociali della società moderna e contemporanea. "L’amore – caritas – sarà sempre necessario anche nella società più giusta", ricorda Benedetto XVI, che sottolinea come – a livello istituzionale – oggi esso sia "orientato e coordinato" all’interno della Chiesa dal Pontificio Consiglio Cor Unum, istituito da Papa Paolo VI. In conclusione, il Pontefice ricorda alcune tra le più grandi figure di Santi che hanno dato vita a espressioni e forme di carità diffuse in tutto il mondo (tra loro San Francesco, Sant’Ignazio, San Vincenzo de’ Paoli, San Giovanni Bosco, Santa Teresa di Calcutta).