"Nessuna circostanza vale a giustificare l’attività criminosa del terrorismo", che "nega in modo drammatico la verità della pace e tiene il mondo in stato di ansia e di insicurezza", rendendo più acuto il "pericolo di uno scontro di civiltà" a livello planetario. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, che aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani ha dedicato più di metà della prolusione ad un’analisi degli interventi più recenti del Papa ("in attesa della sua imminente prima enciclica"), i quali costituiscono "il quadro e l’obiettivo entro e verso i quali anche la Chiesa italiana è chiamata a procedere"; un tema per tutti, la perenne validità del Concilio Vaticano II, che ha tracciato "la direzione essenziale del dialogo attuale tra fede e ragione". "Meno della metà delle immense somme globalmente destinate agli armamenti sarebbe più che sufficiente per togliere stabilmente dall’indigenza lo sterminato esercito dei poveri", ha osservato Ruini sulla scorta del Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata della Pace, in cui il Santo Padre auspica che la comunità internazionale "sappia ritrovare il coraggio e la saggezza di rilanciare in maniera convinta e congiunta il disarmo" e difende la "libertà di religione", che "deve valere sotto tutte le latitudini e che invece è gravemente violata anche in Stati che vantano tradizioni culturali plurisecolari". "La verità della pace deve valere anche nella tragica situazione della guerra", ammonisce il presidente della Cei riferendosi ancora una volta al messaggio papale, in cui Benedetto XVI chiede che "siano puntualmente osservate le norme del diritto internazionale umanitario". "Sono pertanto degni di gratitudine è il commento dei vescovi i tanti militari impegnati in delicate operazioni di composizione dei conflitti e ripristino delle condizioni di pace". La Chiesa italiana, infine, "conferma la propria fiducia nell’Onu e al contempo ne auspica un rinnovamento istituzionale ed operativo, che la metta in grado di rispondere alle esigenze di un’epoca segnata dalla globalizzazione".