"Noi ha aggiunto mons. Cordes, nel suo intervento introduttivo al convegno promosso da "Cor Unum" dobbiamo osare per proclamare la Parola di Dio sull’amore verso le persone di oggi: quindi l’Enciclica del Papa è una possibilità. La conferenza, più che qualsiasi altra cosa, deve rivolgere gli occhi verso l’Enciclica". Anticipando i contenuti del documento, mons. Cordes ha proseguito: "Il Papa cerca di riportare dentro la Chiesa la nozione di eros, l’amore che si desidera. L’eros deve essere affermato, in esso possiamo trovare un accenno del divino, non senza essere purificato. L’amore di Dio deve essere comunicato ai sofferenti. Chi percepisce con le orecchie e gli occhi aperti quello che rivela Dio, non può fare a meno di guardare il suo vicino. La carità è la conseguenza del lavoro amorevole di Dio della salvezza". Il XIX secolo, ha inoltre affermato Cordes, "ha incrementato la povertà. Pochi pastori hanno capito l’urgenza della situazione sociale e all’ultimo hanno preso una posizione. Già Giovanni Paolo II aveva in mente un’altra Enciclica sulla carità – come mi ha riferito direttamente -. I documenti della dottrina sociale della Chiesa contengono appelli infiniti per lottare contro la povertà. Perché quindi una dichiarazione papale? L’insegnamento sociale della Chiesa e la teologia della carità sono indubbiamente simili, ma non coincidono completamente. I primi forniscono principi etici per il bene comune e quindi si muovono sul livello della politica e del pubblico. Il secondo si prende cura della sofferenza di ogni vicino, se individualmente o in gruppo, normalmente non fa richiesta di una dottrina sviluppata".