"Una costruzione così ampia, articolata, con crescenti responsabilità politiche, non può stare in piedi basandosi sul vecchio Trattato di Nizza. Questa Europa ha bisogno, al più presto, di una Costituzione". Johannes Voggenhuber, europarlamentare austriaco, torna a parlare del futuro dell’Unione. Ieri il Parlamento di Strasburgo ha approvato una relazione che porta la sua firma e quella del deputato inglese Andrew Duff, la quale interviene sul "periodo di riflessione" deciso dai governi dei 25 dopo il "no" alla ratifica della Carta fondamentale da parte di Francia e Paesi Bassi. Secondo il testo approvato dall’Aula (385 voti favorevoli, 125 contrari, 51 astensioni) occorre "giungere a una soluzione costituzionale che rafforzi la democrazia parlamentare, la trasparenza e lo stato di diritto, sancisca i diritti fondamentali, sviluppi la cittadinanza e potenzi la capacità dell’Unione ampliata di agire in modo efficace all’interno e all’esterno". Il Parlamento chiede un’ampia fase di dibattito fra politici e cittadini a partire dalla primavera 2006, una revisione delle discussioni e dei pareri così raccolti entro il 2007, una eventuale riscrittura di alcune parti della Costituzione, per poi "compiere tutti gli sforzi necessari per garantire l’entrata in vigore della Costituzione nel 2009". Per tali ragioni, "non possiamo – spiega Voggenhuber – pensare a nuovi allargamenti dell’Ue, fatte salve le adesioni di Romania e Bulgaria, senza aver prima approvato il nuovo Trattato".