"La cooperazione che si ispira alla scuola sociale cristiana valorizza la persona umana, integra l’iniziativa del singolo con la realizzazione su base volontaria del libero principio associativo, assicura il suo inserimento nella vita economica e sociale, e così concorre all’organizzazione di una compiuta società democratica". È quanto ha sottolineato mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, durante l’omelia della messa celebrata, questa mattina, in apertura della seconda giornata dei lavori della IV Assemblea organizzativa di Federsolidarietà, organizzazione di rappresentanza politico-sindacale delle cooperative sociali, mutue e imprese sociali aderenti a Confcooperative. Questi principi citati nello Statuto di Federsolidarietà – vanno continuamente "rimeditati, per ridare motivazione ha detto Betori – all’agire delle vostre cooperative, per liberarle dalle tentazioni delle derive economiciste e finanziarie. Anche qui, come in tanti altri campi è oggi in gioco una questione antropologica, che deve vederci a difesa della persona umana contro ogni tentativo di subordinarla al profitto o alle stesse dinamiche dell’organizzazione economica e sociale". In una società ha aggiunto mons. Betori – "spesso legata a parametri di successo e di benessere e a immagini propagandate di perfezioni fisiche e di agiatezza economica, alla ricerca dell’accumulo di profitti e di beni, è importante un’esperienza come la vostra che si propone scopi non di lucro nel promuovere forme di partecipazione diretta alla costruzione del bene comune da parte di tutti, anche dei più svantaggiati". "Sulla strada del recupero della testimonianza della speranza per questo tempo di cambiamento ha concluso il presule, citando il tema del Convegno ecclesiale nazionale, che si svolgerà a Verona nel prossimo mese di ottobre – c’è la riaffermazione della centralità della persona e della sua responsabilità, unitamente alla capacità di integrare ogni debolezza in una fraternità che si fonda sul riconoscimento dell’unica paternità divina".