ITALIANI E CHIESA: DOLDI (TEOLOGO), "PERPLESSITA’" SULLA "TESI" DI FONDO DEL RAPPORTO EURISPES. "LA CHIESA RESTA UN FENOMENO DI POPOLO"

"Il fatto che non sempre la Chiesa sia capita e accolta nei suoi insegnamenti non porta affatto a recluderla nell’ambito delle sacrestie o delle coscienze, al contrario, segnala quanto sia importante in un clima di pensiero ‘a senso unico’ la presenza di chi conduce a riflettere, proponendo valori non facili, ma fondamentali per il futuro della società. Valori accolti con interesse anche dai non credenti". E’ quanto scrive il teologo Marco Doldi, in una nota on line sul Sir di oggi (old.agensir.it) a commento del Rapporto Italia 2006 dell’Eurispes, che verrà presentato il 27 gennaio prossimo e di cui ieri sono state diffuse alcune anticipazioni. Il teologo, in particolare, esprime "perplessità" sulla tesi di fondo del sondaggio, secondo la quale gli italiani sarebbero "brave persone, religiosi come pochi al mondo", ma a cui "la Chiesa proprio andrebbe stretta". Dati, questi, che per Doldi sono contraddetti dalla realtà italiana, dove "La Chiesa, attraverso la sua ramificazione locale, quella delle parrocchie, dei religiosi, di molte associazioni resta un fenomeno di popolo, cioè vicino alla gente che quotidianamente vive un mondo diverso da quello standardizzato dalle fiction televisive". Una "fedele e secolare presenza", quella ecclesiale, che – ricorda il teologo – ha costruito un tessuto ecclesiale-popolare, cristiano-civile e continua a dare alla Chiesa un ruolo di rilievo in ordine ad alcuni ambiti come la formazione dei ragazzi e degli adulti, la cura per le famiglie, l’assistenza alle persone in difficoltà e ai malati".