"Retinopera si dà appuntamento a Napoli per continuare nell’esperienza di dialogo e di confronto avviato tra movimenti e associazioni ecclesiali o di ispirazione cristiana. La scelta del capoluogo campano risponde alla convinzione che Napoli possa diventare un laboratorio di cittadinanza per l’intero Paese e che il profilo di una nuova cittadinanza possa emergere solo dal dialogo tra la dimensione nazionale e quella locale della vita". Paola Bignardi, coordinatrice nazionale di Retinopera, spiega così, in un’intervista al Sir che sarà questa sera on line, (old.agensir.it), perché sia stato scelto il capoluogo partenopeo per il prossimo convegno di Retinopera, il 21 e 22 gennaio. Riflettendo sul ruolo dei cristiani nella costruzione di una nuova cittadinanza, Bignardi osserva che, "in questo momento in cui è così difficile fare politica in maniera qualificata e alta, già il dedicarsi con disinteresse al bene comune è segno della volontà di non rassegnarsi, di non smettere di credere alla possibilità di una vita della città più a misura delle persone, della loro dignità, dei loro diritti". "Credo anche aggiunge la coordinatrice nazionale di Retinopera – che i cristiani abbiano un contributo di stile, fatto di dialogo, di mitezza, di fiducia nella ragione, di sobrietà, che non sono elementi accessori, ma che fanno la qualità della vita di una città".