Secondo la direttrice di Caritas Cile la sua elezione è “un fatto molto positivo per il popolo cileno. E’ una garanzia anche per il rispetto dei diritti umani, perché ha una esperienza personale che la rende sicuramente una persona sensibile”. Tapia Marambio ricorda di quando Michelle Bachelet è stata invitata ad un congresso nazionale Caritas rivolto agli anziani: “E’ stata molto vicina e diretta con gli anziani, ha ascoltato i loro problemi. Sono sicura sarà attenta alle loro esigenze”. In Italia anche don Guido Miglietta, responsabile per l’America Latina della Caritas italiana, giudica la Bachelet “una presenza positiva, perché farà politiche di redistribuzione del reddito importanti per i poveri”. In più “è significativo che una donna con un’esperienza simile sotto Pinochet porti avanti il Paese”. Di parere un po’ diverso è padre Giuseppe Tommasi, cappellano dei 4.000 italiani in Cile e direttore del quindicinale “Presenza”: “Ogni italiano ha votato come crede, ma non facciamo né feste né opposizione. Molti avrebbero preferito un altro esito per la sicurezza nella difesa dei valori morali. Qui è come l’Italia di mezzo secolo fa: famiglia, lavoro, religione”.