"La Roma ebraica e la Roma cristiana che si incontrano, si rispettano, convivono in pace, collaborano ma rimangono ciascuna fedele a se stessa sono un esempio per il mondo travagliato da conflitti, spesso sostenuti da visioni religiose esasperate". Lo ha detto questa mattina in udienza il Rabbino capo di Roma, Riccardo i Segni, nel suo indirizzo di saluto a Papa Benedetto XVI. "Fin dai primi momenti del nuovo pontificato ha detto Di Segni è stata forte la convinzione che non solo non ci sarebbero stati passi indietro nel cammino intrapreso, ma che la strada segnata sarebbe continuata linearmente. Questa nostra convinzione trova conferma nei suoi atti già numerosi, nelle dichiarazioni, nella sensibilità dimostrata nella denuncia dell’antisemitismo passato e presente, nella condanna del terrorismo fondamentalista, nell’attenzione allo stato d’Israele, che per tutto il popolo ebraico è un riferimento essenziale e centrale". Il mondo ha aggiunto il Rabbino "da noi non si aspetta di sapere chi dei due è il rappresentante della vera fede, ma vuole sapere in che modo ognuno di noi sia coerente nell’impegno sacro che la sua tradizione gli impone davanti agli uomini".