MIGRAZIONI: VESCOVI SPAGNOLI, "MIGLIORARE SERVIZI E STRUTTURE PER GLI IMMIGRATI"

Tre milioni e mezzo di immigrati regolari in Spagna, circa l’8,4% del totale della popolazione. Anche la Spagna, come altri Paesi europei, si è trasformata negli ultimi anni da Paese d’emigrazione (attualmente circa un milioni di spagnoli vivono all’estero) a Paese d’immigrazione. Questo richiede una risposta “differenziata” da parte della Chiesa e la “creazione e il miglioramento dei servizi ecclesiali” e delle strutture civili. E’ quanto scrivono i vescovi spagnoli – tramite la Commissione episcopale per le migrazioni – nel loro messaggio intitolato “Insieme costruiamo: il quartiere, la città, il mondo” in vista della 92ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra in tutto il mondo domenica 15 gennaio. In Spagna, ricordano i vescovi, “non esiste una provincia senza presenza di immigrati”, in maggioranza provenienti da America Latina, Europa dell’Est, Africa ed Asia, con punte che vanno dall’1,7% al 30% della popolazione. La Chiesa spagnola invita quindi i propri fedeli  “a rispondere in maniera adeguata alle domande degli immigrati e a stare al passo delle loro necessità, in modo tale che non siano considerati semplicemente manodopera a buon mercato che sostiene la nostra economia, ma cittadini con pari dignità e stessi diritti e doveri degli autoctoni, capaci di integrarsi pienamente nella nostra società”. I vescovi invitano ad accogliere pienamente gli immigrati cattolici nelle diverse comunità e ad intrattenere un dialogo interconfessionale e interreligioso con gli altri, soprattutto con i  musulmani, “per difficile che sia”. L’incontro con il “diverso”, precisano, deve portare a “vincere ogni pregiudizio etnico, culturale, politico e religioso”. I vescovi chiedono che questa attenzione pastorale si traduca anche in “servizi adeguati all’azione sociale e caritativa” e di “strumenti, mezzi e strutture civile ai fini di un giusto processo di integrazione degli immigrati e delle loro famiglie”.