Un giorno di festa che chiama tutti alla responsabilità. Così mons. Lino Bortolo Belotti, vescovo ausiliare di Bergamo e presidente della Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi) ha presentato oggi a Roma la Giornata mondiale delle migrazioni che quest’anno, per volontà della Santa Sede, si celebrerà a livello mondiale, nella seconda domenica dopo l’Epifania, il 15 gennaio. Tema della Giornata: "Migrazioni, segno dei tempi: cieli e terra nuova il Signore darà". Sarà ha detto oggi mons. Belotti "un giorno di festa, la festa dei popoli, delle genti, degli immigrati di tante etnie". Al centro, ci saranno i circa 200 milioni di migranti nel mondo e i 2 milioni e 800mila stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese. Riprendendo il tema della Giornata, mons. Belotti ha detto che "le migrazioni non sono solo un segno ma sono pure una sfida. Fanno appello alla nostra responsabilità. La Giornata farà cantare, danzare, pregare ma sarà tanto autentica quanto non ci farà stare con le mani in mano, in attesa che altri si muovano per noi". Il vescovo ha quindi parlato delle "ombre" che oscurano il mondo delle migrazioni, denunciando il traffico degli esseri umani, la tratta delle donne, spesso minorenni, le carrette del mare che "fanno del Mediterraneo un cimitero di corpi insepolti". "Di fronte a queste situazioni, conseguenze di un sistema economico e finanziario di cui noi teniamo il timone, non possiamo equipararci all’innocenza di Abele. Che ne hai fatto di tuo fratello?. Finalità di questa Giornata è anche quella di porci questa domanda". Ogni anno, la Chiesa italiana sceglie una Regione per le principali manifestazioni connesse con la Giornata. Per il 2006 è stata designata la Calabria: nella cattedrale di Cassano allo Jonio (Cosenza) il 15 gennaio verrà celebrata alle 11 una messa solenne.