“Il matrimonio è un’intima comunità di vita e di amore, come afferma la Gaudium et spes. Il fondamento della vita coniugale va quindi ricercato nell’amore: non bastano gli impegni assunti, i costumi o le tradizioni sociali per garantirne la qualità o la durata. Tutto si costruisce sull’amore; ben venga quindi tutto ciò che concorre a farlo crescere”. E’ quanto dichiara al Sir Nicola Reali, docente di teologia del matrimonio presso l’Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia che il 12 e 13 gennaio promuove (alla Pontificia Università Lateranense) il colloquio filosofico teologico “L’amore tra filosofia e teologia”. “L’amore – spiega Reali in un’intervista (da stasera on line su: old.agensir.it) – appartiene intrinsecamente all’esperienza umana e alla realtà della famiglia e del matrimonio, ma è anche punto cui guardare per comprendere fino in fondo il mistero della rivelazione cristiana; intrecciare indagine filosofica e indagine teologica aiuta a mettere in relazione lo sguardo cristiano con lo sguardo umano su queste realtà, spesso oggi banalizzate”. Tra le “sfide” del convegno, “dimostrare la ricchezza e la profondità dei valori legati al matrimonio e alla famiglia”, e tentare di mantenere uniti quelli che “secondo le classificazioni tradizionali, sono i due aspetti dell’amore, agape ed eros”. Non bisogna separarli, “lasciando il primo ai cristiani e il secondo ai non cristiani”, conclude Reali, per dimostrare “come nell’esperienza umana di ogni amore esista una promessa di compimento, di un di più che viene poi alla luce attraverso il mistero della rivelazione cristiana”.