Dura condanna al terrorismo, accorato appello affinché sia rispettata "ovunque" il diritto alla libertà di religione; richiesta di perdono come via indispensabile per costruire la pace; uno sguardo alle "emergenze umanitarie": fame, immigrazione, povertà. Sono i temi affrontati questa mattina da Papa Benedetto XVI che ha incontrato in Vaticano il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede per il consueto scambio di auguri di inizio anno. Nel suo discorso il papa ha ripreso il messaggio della Giornata mondiale della pace che quest’anno ha avuto per tema "Nella verità, la pace" ed ha presentato agli ambasciatori alcuni "semplici enunciati" tratti proprio da questo tema: "L’impegno per la verità è l’anima della giustizia"; "dà fondamento e vigore al diritto di libertà"; "apre la via al perdono ed alla riconciliazione"; "apre a nuove speranze". "La pace ha detto il Papa lo constatiamo con dolore, resta in molte parti del mondo impedita e minacciata". La Chiesa e il Corpo Diplomatico sono uniti "in una comune missione", quella di diffondere la pace. Essa – ha detto il Papa "ci pone sempre di fronte a nuove formidabili sfide. Noi le affrontiamo tuttavia con fiducia, nella volontà a sostenerci a vicenda, ciascuno secondo il compito suo proprio, verso grandi finalità comuni".