” “"La meta ultima verso cui converge la storia è Cristo. Lavorare per tutto ciò che avvicina a Cristo rappresenta il vero umanesimo, quello perfetto". Lo ha detto oggi Benedetto XVI, parlando a braccio, nella catechesi del mercoledì incentrata sull’inno cristologico contenuto nella Lettera ai Colossesi di San Paolo. Il Papa ha invitato i fedeli a "lavorare per il progresso avvicinando gli uomini a Cristo". Soffermandosi sull’inno paolino Benedetto XVI ne ha messo in evidenza i "due movimenti". Nel primo è presentato "il primogenito di tutta la creazione, Cristo" che "ripropone in mezzo a noi in modo visibile il ‘Dio invisibile’, attraverso la comune natura che li unisce. Cristo per questa sua altissima dignità precede tutte le cose non solo a causa della sua eternità, ma anche e soprattutto con la sua opera creatrice e provvidente". Il secondo movimento dell’Inno, ha detto il Papa "è dominato dalla figura di Cristo salvatore all’interno della storia della salvezza. La sua opera si rivela innanzitutto nell’essere ‘capo del corpo, cioè della Chiesa’". Ed è questo, ha spiegato, "l’orizzonte salvifico privilegiato nel quale si manifestano in pienezza la liberazione e la redenzione, la comunione vitale che intercorre tra il capo e le membra del corpo, ossia tra Cristo e i cristiani". ” “"Siamo ha quindi concluso il Papa – davanti all’opera di Dio, che ha compiuto la Redenzione proprio perché anche uomo. Egli è contemporaneamente il Figlio di Dio, salvatore ma è anche nostro fratello ed è con questa prossimità che Egli effonde in noi il dono divino". Al termine della catechesi il Papa ha salutato in varie lingue i pellegrini presenti. Tra questi anche i rappresentanti dell’associazione italiana dei maestri cattolici, incoraggiati “a proseguire con generosità nell’impegno di testimonianza cristiana nella scuola e nella società”.” “” “