GUERRA DEL GAS: MARYNOVYCH (UNIVERSITÀ CATTOLICA UCRAINA), "RISOLVERE AL PIÙ PRESTO LA CRISI PER IL BENE DI TUTTI"

” “In Ucraina c’è un po’ di timore per la crisi con la Russia che riguarda le forniture di gas ma soprattutto "speranza e unanimità" rispetto alla posizione di fermezza assunta dal governo Yushchenko. "Non bisogna cedere alle pressioni degli aumenti richiesti, altrimenti ogni Paese ne rimarrebbe distrutto. Questa diventerebbe una guerra, non un commercio". Ma al tempo stesso "bisogna risolvere al più presto la crisi, per il bene di tutti": è il parere, espresso al Sir, di Myroslav Marynovych, vice-rettore dell’Università Cattolica ucraina, che commenta la decisione russa di chiudere i rubinetti dei gasdotti russi che passano attraverso l’Ucraina motivandoli con l’accusa di furto. In realtà Kiev non ha accettato l’aumento fortissimo di prezzo (da 50 a 230 dollari) chiesto da Mosca. "Sono stato molto sorpreso dal fatto che la nazione, su questo tema, sembra essere unita in una sola posizione – osserva tempi -. E’ insolito per noi ucraini, perché di solito abbiamo sempre qualche divisione al nostro interno. C’è una sorta di atteggiamento unanime nei confronti della posizione russa, troppo dura e troppo politicamente caratterizzata". Secondo Marynovych è una posizione troppo "ovvia, poco sincera nelle sue spiegazioni": "Qualsiasi ucraino è in grado di capire che la pressione esercitata è dovuta al fatto che i russi vogliono rendersi indipendenti rispetto al rifornimento di gas, che passa attraverso l’Ucraina". Perfino "l’opposizione politica, in Ucraina, rimane in silenzio e non usa questo tema contro il governo". "Non possiamo essere d’accordo con l’aumento esagerato del costo del gas richiesto dalla Russia – afferma il vice-rettore dell’Università Cattolica -. Però siamo consapevoli che è necessario pagare di più e che sarebbe meglio per l’indipendenza dell’Ucraina pagare il prezzo normale europeo o mondiale. Ma è un processo che va fatto nei tempi giusti, in maniera graduale". (segue) ” ” ” “