BIOETICA: BOFFO (AVVENIRE), NEL REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA "LO SBAGLIO È STATO ALL’INIZIO" (2)

Sfogliando oggi i quotidiani e rivedendo le registrazioni dei talk show di un anno fa sul referendum, la questione complessa, ha sottolineato Boffo, è stata tramutata, nella maggior parte dei media, “in slogan semplicissimi e di grande impatto”, affidati a un “piccolo esercito di personaggi noti (perché televisivi), arruolati per il sì”, giocando su due concetti elementari: “Vota sì per la libertà della ricerca e per permettere ad una mamma sfortunata di avere un figlio”. Un altro fronte della comunicazione, “spalancato” con il referendum del 2005, è stato, ha aggiunto Boffo, quello “dell’anticlericalismo”. “Una minoranza culturale agguerrita ha colto l’occasione per lanciare un’offensiva contro la Chiesa cattolica, il Vaticano, i vescovi”. Insomma, “il referendum veniva ulteriormente banalizzato, spacciandolo per la giusta battaglia contro il clericalismo arrogante, la difesa della sana laicità contro le pretese pretesche”: il che, per Boffo, “era semplicemente ridicolo”. Ma le cose da allora “non sono cambiate poi molto”. Pur essendo la maggior parte dei mass media “i grandi sconfitti della vicenda referendaria”, ha concluso Boffo, “l’esito del referendum ha indotto ad una maggiore ruvidezza verso un cattolicesimo avvertito stranamente insubordinato eppure pericolosamente capace di intercettare ancora il Paese reale”.