“È possibile parlare in modo utile di un referendum intrinsecamente sbagliato?”. Con questo interrogativo è iniziato l’intervento di Dino Boffo, direttore di Avvenire, al convegno per il ventennale del Centro di bioetica dell’Università Cattolica, in corso oggi a Roma. “Con il referendum sulla procreazione assistita – ha osservato Boffo -i temi della bioetica sono usciti dal circuito degli addetti ai lavori e dalle riviste specializzate per diventare oggetto d’interesse su larga scala da parte dei mass media”. Nella vicenda referendaria dello scorso anno, per Boffo, lo sbaglio è stato fatto all’inizio “nel voler far esprimere i cittadini italiani su una materia tanto delicata e per certi versi intima e complessa, senza interrogarsi se la società possiede gli strumenti, i media, capaci di mettere i cittadini nella condizione di potersi esprimere in libertà, perché ben informati”. Spiegare una materia così complessa attraverso i mass media “sarebbe possibile”, per il direttore di Avvenire, se si fosse “liberi dagli schemi editoriali in voga”, creando “formule di giornalismo nuove, controcorrente”, andando oltre “il giornalismo pacioso e cerchiobottista”, privilegiando “il contropiede” e disposti “a scuotere e prima ancora capaci di solitudine e anticonformismo”. (segue)