“La persona – ha detto mons. Sgreccia, esprimendo le sue speranze per il futuro – è il centro e il fine della realtà materiale e della società, è l’artefice della storia temporale, trascende la realtà cosmica per la sua spiritualità e vi è immanente per la sua corporeità”. L’etica, ha aggiunto il presule, “è la realizzazione dinamica della persona, l’espressione e la pienezza della sua ricchezza: l’etica normativa non è una gabbia o una repressione, ma costituisce la linea di espansione e il dinamismo della sua pienezza”. Questa concezione della persona, ha osservato ancora mons. Sgreccia, “è compatibile con la visione cattolica, ma presenta anche solidi valori e argomenti per la ragione filosofica e rispetta l’apporto della scienza e della ricerca”. Un altro auspicio è l’impegno per la formazione dei docenti in bioetica per confrontarsi “con gli scogli posti dal pensiero filosofico contemporaneo e le sfide della scienza”. Prima di concludere, mons. Sgreccia ha espresso la speranza che “la Chiesa nella pastorale e nella preparazione dei suoi agenti e responsabili della pastorale possa accogliere una più ricca componente di formazione sui problemi della vita”.