BIOETICA: UNIVERSITÀ CATTOLICA, PER "LA LIBERTÀ DELL’UOMO" E "CONTRO L’INDIFFERENZA" (2)

Non basta, per Pessina, “farsi paladini della difesa della vita umana, ma occorre farsene concretamente carico anche nel suo corso, coniugando le categorie della responsabilità con quelle della giustizia sociale, aprendosi alle problematiche non solo del dolore e della malattia ma del disagio esistenziale, della fatica del vivere e del morire: la qualità della vita è un obiettivo importante perché nasce dal riconoscimento del valore inalienabile della concreta dignità di ogni persona umana, radicata nella sua differenza ontologica rispetto agli altri viventi”. Pessina ha richiamato anche la necessità del confronto con quella che in Italia si è definita “bioetica laica”, “per riportare la questione etica dentro il terreno della ricerca stessa e dentro la società civile, sollecitando l’etica a fare i conti con le trasformazioni dell’esperienza che le tecnoscienze operano quotidianamente”. Fonte dell’impegno del Centro di bioetica, ha concluso Pessina, è che “ognuno di noi non si sente estraneo al dolore altrui e ritiene che sia una questione di giustizia fare tutto ciò che è moralmente legittimo e concretamente possibile per creare condizioni di assistenza e integrazione sociale a quanti versano in un grave e prolungato disagio. Questo è il primo compito di una civiltà plasmata dal valore dell’uguaglianza”. (segue)” “