I vescovi ungheresi chiedono “misericordia e perdono di Dio per tutte le azioni compiute in questa regione contro qualsiasi persona a causa della sua appartenenza etnica, nazionale, culturale o della sua lingua. Ricordiamo specialmente addolorati i casi in cui alcuni ungheresi hanno causato ferite a persone e comunità slovacche. Allo stesso tempo rinnoviamo in noi il sentimento del rispetto e della riconciliazione, di quell’amore indulgente che anche il nostro popolo deve sentire per le ingiurie, personali e comunitarie, subite in certi periodi del passato. Perdoniamo e chiediamo perdono.” Così hanno risposto i vescovi slovacchi: “Con coerenza seria accogliamo la manifestazione pubblica di queste verità storiche, esprimendo la nostra gratitudine verso Dio e chiedendo la comprensione e la riconciliazione vicendevoli. Perciò, perdoniamo e chiediamo perdono”. “I cattolici dei due Paesi vicini ammettono di essere uniti in Cristo. Siamo una Chiesa”, ha sottolineato mons. Frantiek Tondra nella sua omelia. “Di fronte a questa unità deve retrocedere tutto quello che ci potrebbe dividere. Vogliamo dimenticare ciò che è stato negativo nella nostra convivenza del passato. Di tutto quello invece che era positivo, vogliamo usufruire nel campo della vita spirituale e della cultura, per l’arricchimento vicendevole degli uni e degli altri. Perciò – ha concluso l’arcivescovo slovacco – aiutiamoci gli uni gli altri".” “