"La vicenda di Eleonora conferma innanzitutto lo stato di bisogno che esiste in diverse sacche della città dove assistiamo a interventi fatti dalle diverse istituzioni civili ed ecclesiali che però sono isolati". Così don Rocco D’Ambrosio, docente di etica politica all’Università Gregoriana, commenta la sentenza di condanna per la morte della piccola Eleonora, la bambina di sedici mesi morta di stenti, al quartiere periferico Enziteto di Bari, a gennaio dello scorso anno quando pesava appena 5 chili e 700 grammi. La condanna a trent’anni di carcere è stata inflitta ai danni della mamma e del convivente di questa."La vicenda della piccola Eleonora chiama in ballo responsabilità personali molto gravi", prosegue D’Ambrosio. "Manca spesso un coordinamento delle diverse forze civili ed ecclesiali per fare una mappa dei bisogni, strumento indispensabile per intervenire. Dalla morte della piccola è passato un anno e mezzo, durante il quale abbiamo avuto un risveglio delle istituzioni laiche e religiose, ma abbiamo bisogno di una lettura più ampia dei fenomeni di povertà e disagio presenti in città per coltivare la cultura della prevenzione e non muoverci sull’onda delle emozioni. Altrimenti – conclude D’Ambrosio – Dio non voglia, andremo incontro ad altri episodi di questo tipo".