“Una programmazione seria delle quote è indice di un Paese aperto che cerca di gestire i flussi migratori razionalmente, in base alla propria capacità di accoglienza”. Lo ha detto Giorgio Alessandrini, presidente vicario del Consiglio nazionale del lavoro (Cnl), durante la presentazione, oggi a Roma, del volume “Immigrazione irregolare in Italia” curata dai redattori del Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes riuniti nel centro studi Idos. “Le sole politiche di contrasto, che in ogni caso vanno intese come di contrasto al lavoro nero e alla criminalità organizzata e non contro i clandestini, – ha osservato Alessandrini – non bastano. L’impegno dei prossimi anni deve essere orientato in primis verso una programmazione dei flussi che corrisponda alla effettiva domanda del mercato del lavoro e che affronti il problema dell’immigrazione sul terreno della regolarità”. Oltre a un nuovo decreto sui flussi, varie le proposte del governo, portate all’attenzione dal sottosegretario alla Solidarietà sociale, Cristina De Luca: “un’azione di sensibilizzazione culturale orientata a parlare dell’immigrazione non come un problema ma come una risorsa”, l’avvio di “una politica di integrazione” da affrontarsi con un lavoro sinergico che coinvolga più ministeri, i sindacati, le associazioni, i centri studi e gli enti locali, la “revisione della legge sulla cittadinanza”, “una legge sul diritto di asilo”.