Nel suo intervento il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha ricordato anche "i problemi e le sfide nella società africana". Somalia, Repubblica democratica del Congo, Darfur, Costa d’Avorio e Nigeria sono "motivi di preoccupazione" per Arinze così come la "povertà, miseria e soprattutto l’aids" che "hanno intaccato una larga fascia di popolazione". Allo stesso tempo, ha proseguito, "l’Africa negli ultimi 12 anni ha registrato avvenimenti positivi anche in queste aree, come il graduale passaggio dall’apartheid alla democrazia nella Repubblica del Sud Africa, i partiti di opposizione vincitori di elezioni senza contrasti in Senegal, Ghana, Malawi e Zambia e i significativa passi in avanti verso una maggiore democratizzazione in molte nazioni". A sua volta "la Chiesa cattolica, senza pretesa di avere una missione politica o economica, sa di dover contribuire con la predicazione del Vangelo a richiamare ad una conversione dei cuori, al rispetto dei diritti dei popoli, al riconoscimento delle colpe e alla riconciliazione, alla clemenza e all’armonia". In questa direzione si muovono le diocesi africane mentre molte Conferenze episcopali hanno delle commissioni per la giustizia e la pace che aiutano nell’educare i cittadini sui loro diritti e doveri di voto. I rifugiati e i profughi incontrano la Chiesa come una delle poche istituzioni in grado di prendersi cura di loro e di mettere un sorriso sui loro volti".