IMMIGRAZIONE: CARITAS/MIGRANTES, “MEZZO MILIONE DI IRREGOLARI IN ITALIA”. NO A ESPULSIONI E CPT. QUOTE PIÙ ADEGUATE E CONTROLLI SUL LAVORO NERO (2)

E’ il collegamento con il mercato del lavoro a dare la misura della presenza irregolare, vista la “discrepanza tra le quote ufficialmente stabilite e le effettive esigenze del mercato del lavoro”. Nel 2006 le domande non soddisfatte, a fronte di 170.000 posti disponibili, sono state 314.000 con una domanda di forza lavoro aggiuntiva addirittura tripla rispetto alle opportunità stabilite. L’anno precedente le domande non soddisfatte erano state 150.000. La Lombardia registra quasi un quinto delle domande (18,8% pari a 90.000 unità), mentre detengono una quota di domande superiore al 10% del totale il Lazio (62.000 domande), il Veneto (59.000), l’Emilia Romagna (56.000). Da questi dati si evidenzia quanto sia “fondamentale”, secondo Caritas e Migrantes, “il superamento dei ritardi nella gestione del mercato occupazionale quanto alla determinazione delle quote, ai meccanismi di inserimento e alla gestione della disponibilità degli immigrati dopo che si sono stabiliti in Italia”, soprattutto nel settore della collaborazione familiare, “quello che ha maggiormente bisogno di una gestione più innovativa”, anche con “l’incentivazione delle forme associative” e “la calmierazione dei costi” attraverso “ulteriori incentivi da parte degli enti locali e del Governo”. Secondo Pittau “l’irregolarità è, nello stesso tempo, una patologia del fenomeno migratorio e un indicatore dei rimedi da esperire”. (segue)” ” ” “