CRISI FAMILIARI: BRAMBILLA (TEOLOGO) A SEMINARIO CEI, REAGGIRE ALLA "CADUTA DEGLI AFFETTI"

"Il quotidiano non appartiene ai momenti esaltanti della vita di coppia, ma fa venire in mente piuttosto la routine, la ripetizione, la replica dei gesti e delle azioni di ogni giorno. Soprattutto in un tempo dove la vita è spettacolarizzata, dove uno esiste se appare in Tv, dove sono i momenti straordinari a essere celebrati, mentre la casa, la fatica, il lavoro, la cucina, il bucato, l’accudimento dei figli, il tempo concitato che non basta mai, sembrano livellare anche i sogni più belli. Il quotidiano è opaco, ripetitivo, noioso, ha bisogno di interruzione, di evasione, di uscire dai tempi e luoghi di ogni giorno": è uno dei passaggi iniziali della relazione di mons. Franco Giulio Brambilla, che ha aperto a Paestum i lavori della settimana di formazione promossa dall’Ufficio Cei per la pastorale familiare sul tema "Disagio e crisi di coppia: fallimento o speranza di novità?". Secondo il teologo, davanti al peso della vita ordinaria, la coppia rischia "la caduta degli affetti" e quindi "di non sentire più l’amore". Questa "crisi del sentimento di famiglia" può avere allora esiti pesanti o addirittura drammatici. Una risposta – ha detto Brambilla – "consiste nel sostenere il ‘legame di cura’, cioè l’atteggiamento che mi fa stare vicino, rimanere nella relazione, anche quella faticosa e costosa, con l’altro e per l’altro". (segue)