DROGA: DON BENZI AL MINISTRO LIVIA TURCO, "CIÒ CHE LEI PROPONE È DEVASTANTE"

"Una proposta devastante". Stigmatizza così, don Oreste Benzi, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII che attualmente gestisce in Italia e all’estero 36 comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti con circa 600 giovani in terapia, la proposta del ministro della Salute, Livia Turco, di ridefinire i quantitativi massimi di cannabis detenibili senza incorrere nello spaccio. “Siamo non solo addolorati ma costernati che l’on. Livia Turco nella giornata internazionale contro la droga abbia promesso di elevare con atto amministrativo il quantitativo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio e in provvedimenti punitivi fino all’arresto e al carcere”. Nella Giornata internazionale contro la droga, "il ministro si è impegnata ad aiutare lo spaccio sulle droghe. Ciò è orribile. Perché, Ministro prima di prendere inique decisioni sulla droga non chiama a confronto noi che da decine di anni siamo impegnati nella salvezza dei giovani liberandoli dalla droga? Perché non ascolta le madri disperate che hanno figli tossicodipendenti o i cui figli sono morti a causa della droga? Perché non ascolta coloro che scientificamente dimostrano che il tetraidrocannabinolo è micidiale? Perché non si confronta con chi le può dimostrare che con l’uso delle droghe si ferma lo sviluppo della persona degli adolescenti?" Don Benzi chiede un incontro con il ministro "perché ciò che lei propone è devastante".