È la scuola a rendere più visibile la presenza dei minori stranieri. 430.000 nell’anno scolastico appena concluso, “saranno 500.000 il prossimo anno, con un aumento medio annuo di 60-70.000 presenze", ha spiegato Vinicio Ongini, del Ministero dell’istruzione”. Saranno oltre 100.000 i ragazzi nelle scuole superiori, "la prima volta che questa cifra supera quella delle scuole d’infanzia”. Ongini ha sottolineato la “velocità” del cambiamento avvenuto in Italia (da 50.000 studenti a 500.000 in dieci anni), la “molteplicità” delle nazionalità (più multiculturalità rispetto ad altri Paesi), il “policentrismo”, ossia gli stranieri sono sparsi ovunque, il “nomadismo”, ossia i frequenti spostamenti all’interno del Paese. Non molto positivi sono però gli esiti, con poco scarto di bocciature rispetto agli italiani nelle scuole primarie (99% i promossi italiani, 96% gli stranieri), che però aumenta nelle scuole medie e nelle superiori (85% promossi italiani, 72% stranieri). Tra i problemi maggiori, “spesso insormontabili”, c’è l’accudimento dei figli, soprattutto nella fascia d’età 0-3 anni, gli asili nido sono pochi o lontani, non c’è una rete familiare di sostegno. I cinesi, hanno inventato una nuova consuetudine, quella della “tata napoletana”: nella zona vesuviana, ha riferito Ongini, sono stati segnalati casi di bambini cinesi affidati a baby sitter napoletane.