La Segreteria di Stato è presieduta da un Cardinale che assume il titolo di Segretario di Stato. Primo collaboratore del Papa nel governo della Chiesa universale, il Cardinale Segretario di Stato può essere considerato il massimo esponente dell’attività diplomatica e politica della Santa Sede, rappresentando, in particolari circostanze, la persona stessa del Sommo Pontefice. L’origine storica della Segreteria di Stato risale al secolo XV. La Segreteria di Stato prese sviluppo specialmente nel periodo del Concilio di Trento. In tempi più recenti, Paolo VI con la Costituzione apostolica Regimini Ecclesiae Universae, del 15 agosto 1967, in attuazione della volontà espressa dai Vescovi nel Concilio Vaticano II, riformò la Curia Romana e diede un nuovo volto alla Segreteria di Stato. Giovanni Paolo II, il 28 giugno 1988, promulgò la Costituzione apostolica Pastor Bonus con la quale, riformando la Curia romana, divise la Segreteria di Stato in due Sezioni: la Sezione degli Affari Generali e la Sezione dei Rapporti con gli Stati, nella quale confluì il Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa. In tal modo, vennero assicurate, da un lato, l’unicità e, dall’altro, la differenziata specificità del servizio che la Segreteria di Stato è chiamata ad offrire al Papa. In totale, i Cardinali Segretari di Stato fino ad oggi sono stati 56 (fonte: “La Curia romana”, Lev); il card. Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova, è il 57° Segretario di Stato.